Ecco i crediti formativi: asso nella manica degli studenti.
Sono 25 su 100 i punti che si possono ottenere con crediti formativi nelle scuole superiori in vista della maturità. Una materia complessa, lasciata per molti aspetti all'autonomia delle scuole e disciplinata dalla riforma degli esami di Stato del 1997 (legge n. 425) e dal decreto del 2007, firmato dall'allora ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni, ripreso dall'ordinanza del ministro Gelmini lo scorso aprile.Quando si attribuisce il credito - Durante il triennio delle scuole superiori, in ogni scrutino finale, il consiglio di classe assegna dei punti a ogni studente. Questi punti, concorrono, nell'ultimo anno, a determinare il credito finale, non superiore comunque ai 25 punti, con cui si accede all'esame di maturità. Il credito è assegnato anno per anno in base alla media dei voti conseguiti, e nell'ambito delle bande di oscillazione stabilite dal decreto firmato da Fioroni nel 2007. Per arrivare a determinare il punteggio finale della maturità, si sommano i crediti formativi (max 25), l'orale (max 30) e le tre prove scritte (max 15 punti per ciascuna).Punti assegnatui in base alla media dei voti - Sotto la media del sei non si assegnano crediti, ma si riceve o il debito (che va superato entro la fine dell'anno scolastico) o si viene bocciati. Media del 6 - 3 o 4 punti per i primi due anni, da 4 a 5 punti per l'ultimo Media dal 6 al 7 - 4 o 5 punti nelle prime due classi del triennio, fino a 6 nell'ultima Media dal 7 all'8 - 5 o 6 punti per i primi due anni, fino a 7 nell'ultimo Media superiore all'8 - da 6 a 8 punti in quarta e quinta superiore, fino a 9 nell'ultimo anno.Come si calcola la religione - I docenti di religione partecipano "a pieno titolo", si legge nel decreto, alle decisioni del consiglio di classe sull'attribuzione del credito agli alunni che seguono l'insegnamento. "Il loro giudizio concorre a determinare la media scolastica, sulla base della quale vengono assegnati i crediti".Chi non frequenta l'ora di religione - Può ricevere crediti in base alla frequenza di un'attività alternativa, ivi compreso lo studio individuale, purché certificato e valutato dalla scuola. Se un alunno non svolge attività alternative, per esempio è autorizzato ad uscire prima della fine delle lezioni, la sua media verrà calcolata senza "l'ausilio" della religione.Attività extrascolastiche - Il consiglio di classe può integrare i punti, senza superare il tetto di 25, in base ad attività sportive, di volontariato, corsi di lingue, frequentate fuori dall'orario scolastico, come previsto dalla riforma del 1997.12 agosto 2009Redazione Tiscali