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Rotondi contro la pausa pranzo, un danno per il lavoro


Il ministro: ritualita' che blocca tutta l'Italia
23 novembre, 18:40


La pausa pranzo serve per corpo e psicheLink
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ROMA - "La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l'armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l'Italia": ha provocato non poche polemiche questa frase di Gianfranco Rotondi, ministro per l'attuazione del programma di governo, a 'KlausCondicio'. Tanto che il ministro ha dovuto precisare: "Non ho proposto di abolire la pausa pranzo, ho solo detto che io l'ho abolita da vent'anni e lo stesso consiglio alla Camera, perché quella è l'ora in cui si lavora meglio. Si capisce che i lavoratori devono avere le loro pause e devono mangiare".

"Ma Rotondi ha mai lavorato? A furia di frequentare gli amici degli imprenditori anche Rotondi adesso ragiona come loro. Il Pdl ha così poca considerazione dei lavoratori che tutto ciò che è un loro diritto diventa un fastidio. Rotondi capisca che chi blocca l'Italia è il suo Governo e non la pausa pranzo dei lavoratori", afferma Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro del PdCI.

"Non è vero che i parlamentari non lavorano. Anzi, lavorano tantissimo. Svolgono un'attività un po' particolare che non comprende solo il voto in Aula, ma tanti altri compiti come relazioni politiche e rapporti col territorio", ci tiene a precisare Rotondi.

Rotondi propone di "chiudere la buvette" che "costa troppo e fa ingrassare i parlamentari.Sarebbe interessante capire perché gravi in modo così pesante sul bilancio della Camera - spiega - Si parla di 5 milioni di euro".

Se il ministro Rotondi avesse lavorato in ufficio o in fabbrica saprebbe che la pausa pranzo é ineliminabile, sottolinea il segretario generale della Uil Luigi Angeletti. "La gente non può lavorare per otto ore senza interruzioni -dice - la pausa pranzo si fa dappertutto".

"La pausa pranzo dove, nei cantieri edili? Nei campi? I lavoratori quando pranzano, lo fanno in maniera molto frugale, quasi sempre un panino o qualcosa del genere. Se Rotondi vuole dare il buon esempio, non vada alla buvette e i lavoratori italiani ne seguiranno l'esempio", commenta il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. "Il paragone con gli altri paesi è fuorviante - continua Bonanni- qui in Italia non ci sono le mense.

"Una nuova teoria economica da fastfood o una antica ricetta della cucina dello sfruttamento?A certe proposte fatte solo allo scopo di non parlare dei problemi reali e concreti del Paese forse sarebbe bene non fare troppa pubblicità poiché si commentano da sole", dice il segretario confederale della Cgil Fulvio Fammoni.

Da ageman, Lunedì, 23 Novembre 2009 21:48 Commenti(0), Leggi tutto
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http://www.manifestosardo.org/

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Da ageman, Mercoledì, 04 Novembre 2009 19:28 Commenti(0), Leggi tutto
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Radovan Karadzic: accusato di feroci massacri

Radovan Karadzic
Accusato di feroci massacri ai danni dei croati e dei musulmani di Bosnia
27 ottobre, 16:41


La carneficina di SrebrenicaSARAJEVO - Fino a poco più di un anno fa uno degli uomini più ricercati del mondo, Radovan Karadzic è stato braccato per anni per i crimini di guerra e contro l'umanità perpetrati durante il conflitto in Bosnia tra il '92 e il '95. Arrestato il 21 luglio 2008 in un'imprecisata località della Serbia, Karadzic è accusato di feroci massacri ai danni dei croati e dei musulmani di Bosnia.

Contro di lui si è aperto all'Aja il processo davanti ai giudici del Tribunale penale internazionale (Tpi), ma l'ex leader dei serbi di Bosnia ha deciso di disertare l'aula. Sulla sua testa pendono 11 capi d'accusa tra cui genocidio e crimini contro l'umanità commessi durante la guerra di Bosnia (1992-1995). Per il procuratore Brammertz, è colpevole del massacro di Srebrenica, la pulizia etnica di 8.000 musulmani bosniaci avvenuta nel luglio del 1995, e dell'assedio di Sarajevo, durato 43 mesi. Per il procuratore capo il disegno criminale in cui era coinvolto Karadzic prevedeva l'uccisione di tutti i musulmani e i croati di Bosnia.

L'ex presidente dell'ex Repubblica serba di Bosnia (Rs), è nato il 19 giugno 1945 a Petnjica, un paesino sul monte Durmitor (Montenegro), nel comune di Savnik. E' sposato con Ljiljana Zelen, psichiatra come lui; hanno due figli Sasa e Sonja. A 15 anni si trasferisce con la famiglia a Sarajevo, dove più tardi si laurea in medicina, specializzandosi in psichiatria. Poeta dilettante, diventa il leader politico dei serbo-bosniaci nel '90 e sostiene il presidente serbo Slobodan Milosevic nel suo disegno di dar vita ad una 'Grande Serbia'. Prima della fine della guerra in Bosnia, il 25 luglio 1995, il Tpi lo incrimina assieme al suo comandante militare Ratko Mladic per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità per fatti commessi tra l'aprile del 1992 e il luglio del 1995.

Il 27 giugno 1996 comincia all'Aja il processo in contumacia e il Tribunale emette un secondo mandato di cattura. Karadzic abbandona ogni incarico e si dà alla latitanza. Prima di essere arrestato, era più volte sfuggito alla cattura. Uno dei casi più clamorosi risale all'estate del 1997 quando sarebbe stato aiutato a fuggire da un ufficiale francese, il maggiore Herve' Gourmelon. Altri arresti mancati per un soffio sono stati segnalati nel febbraio e nel maggio del 2002 e nel gennaio 2004. Prima della cattura è stato segnalato a volte in Serbia, a volte in Bosnia, in prossimità di quel confine montenegrino che Karadzic a quanto sembra passava quando poteva per andare nel suo paese d'origine

Da ageman, Sabato, 31 Ottobre 2009 17:32 Commenti(0), Leggi tutto
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CONTINUITA’ TERRITORIALE SARDEGNA-ITALIA

CONTINUITA’ TERRITORIALE: SANNA (PSDAZ), INACCETTABILE PROROGA
22 ottobre 2009

(AGI) – Cagliari, 22 ott. -

“La proroga della continuita’ territoriale, alle medesime condizioni della precedente convenzione, messa in piedi dal centro sinistra, e’ una sconfitta per i sardi ed e’ una soluzione inaccettabile, frutto di una politica che ancora una volta si dimostra disattenta alle reali esigenze del popolo sardo”. Lo ha dichiarato Giacomo Sanna, capogruppo del Partito Sardo d’Azione in Consiglio regionale.

“I sardi loro malgrado – continua Sanna – per avere garantito il diritto alla mobilita’, continueranno a pagare, ad esempio, 8 euro per la tassa sul carburante, che venne inserita in un momento storico in cui i prezzi dei prodotti petroliferi avevano raggiunto quotazioni assai piu’ elevate delle odierne. E non e’ assolutamente chiaro se il nuovo accordo valga esclusivamente per le tratte da Roma e Milano, la cui convenzione scadeva agli inizi di Ottobre o anche per le altre tratte”.

“Questa situazione non e’ piu’ sostenibile – conclude Sanna – ed e’ necessario che l’esecutivo regionale si attivi immediatamente per poter garantire dei reali vantaggi ai cittadini sardi che troppo hanno pagato fino ad oggi per aver garantito il diritto alla mobilita’”. (AGI)


Da ageman, Giovedì, 22 Ottobre 2009 18:53 Commenti(0), Leggi tutto
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Tremonti, credo al posto fisso non alla mobilità


"E' la base per organizzare un progetto di vita"
19 ottobre, 17:04

"Non credo che la mobilità di per sé sia un valore, penso che in strutture sociali come la nostra il posto fisso è la base su cui organizzare il tuo progetto di vita e la famiglia". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, chiudendo i lavori di un convegno organizzato dalla Bpm. "La variabilità del posto di lavoro, l'incertezza, la mutabilità - ha aggiunto il ministro - per alcuni sono un valore in sé, per me onestamente no".

EPIFANI: CHIEDETE A CONFINDUSTRIA

''Chiedete un commento a Confindustria''. Questa la risposta del segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani a chi gli ha chiesto un commento sulle parole del ministro dell'economia Giulio Tremonti a tutela della Costituzione e del posto di lavoro fisso.

Il ministro dell'economia Giulio Tremonti e' ''come se fosse iscritto alla Uil''. Lo sostiene il segretario generale dell'organizzazione Luigi Angeletti che ha commentato in questo modo le affermazioni del ministro sulla tutela della costituzione e del posto di lavoro fisso. ''E' come se fosse un nostro iscritto - ha spiegato - non so se gli fara' piacere ma e' cosi'''.

La Cisl giudica ''condivisibili'' le parole del ministro dell'Economia Giulio Tremonti sull'importanza del posto fisso ma ribadisce la richiesta di ''pagare di piu''' la flessibilita'. ''Le parole di Tremonti sull'esigenza di avere posti di lavoro stabili - ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni - sono sicuramente condivisibili. E' un obiettivo che inseguiamo anche noi. Oggi il problema e' quello di superare l'idea distorta di flessibilita'. Chi e' precario o flessibile deve essere pagato di piu' e avere piu' tutele e garanzie degli altri. Questo e' un punto su cui la Cisl insiste da tempo''.

COSTITUZIONE ANCORA VALIDA, POCO APPLICATA

La Costituzione è "ancora molto valida per la parte dei principi" e un ritorno allo spirito originario può portare "a concrete e non poco remote applicazioni", ha aggiunto Tremonti, "Nella nostra Costituzione - ha argomentato il ministro - che considero ancora molto valida per la parte dei principi, c'é il confronto tra le tre diverse culture chiave che animarono lo spirito di quel tempo: quella cattolica, quella comunista e quella liberale". Tremonti ha poi indicato l'articolo sulla "proprietà industriale" come "la sintesi delle tre diverse visioni".

Il ministro ha proseguito spiegando che ''a parte alcuni passaggi che possono sembrare un po' ingenui, come quando si parla ancora di carbone, ce n'e' uno fondamentale ossia che la repubblica tutela e regola il risparmio e favorisce l'accesso alla proprieta' dell'azionariato popolare dei grandi complessi produttivi del Paese''. L'evoluzione delle cose, secondo Tremonti, ha fatto si' che ''la Costituzione non sia stata pienamente applicata'' in quanto ''c'e' stata una rotazione rispetto ai principi formulati allora che ha portato ad un grande favore per i titoli di debito sfavorendo quelli di proprieta'''. Un fatto che ha portato al ''controllo del sistema bancario sulla grande proprieta' industriale''. Il ministro ha concluso il suo ragionamento affermando che ''un ritorno alla Costituzione attraverso queste riflessioni ci puo' portare a concrete e non poco remote applicazioni''.

Da ageman, Lunedì, 19 Ottobre 2009 15:08 Commenti(0), Leggi tutto
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Francoforte, si apre la Fiera del Libro

FRANCOFORTE - Francoforte capitale del libro fino al 18 ottobre. Alla Buchmesse 2009, con la Cina Paese ospite, e-book e altre novita'. La sessantunesima edizione della fiera vede la presenza di 350 editori italiani. Nel Punto Italia saranno presentati ed esposti 1500 titoli di 55 editori italiani. Complessivamente gli espositori saranno circa 7mila provenienti da 100 diversi Paesi e occuperanno i 171.790 metri quadrati della Fiera con oltre 401 mila titoli in mostra.

Per l'occasione sarà presentato il Rapporto dell'Aie sull'editoria italiana. Dai primi dati emerge che è cresciuto l'export (+1%), sono diminuite le traduzioni da lingua straniera (19% rispetto al 25% di titoli tradotti qualche anno fa) ed è aumentata la vendita dei diritti di edizioni di titoli italiani. La nostra editoria appare così maggiormente autonoma: dal 2001 a oggi è aumentato del 94%, raggiungendo i 3.490 titoli venduti, il numero di libri di cui gli editori italiani cedono i diritti di edizione. Anche l'import, dal 2001 a oggi, registra una crescita del 43% per un totale di 7.730 titoli. Tra il 2000 e il 2007 è cresciuta del 13.8% la domanda di libri religiosi ed è aumentata la produzione di questo tipo di titoli, circa 4 mila nel 2008, il larga parte provenienti dal circuito dell'editoria cattolica, con un mercato che vale, a prezzo di copertina, 235 milioni di euro.

Da ageman, Giovedì, 15 Ottobre 2009 21:42 Commenti(0), Leggi tutto
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IL GRANDE BLUFF DELLE CASE AI TERREMOTATI


94 casette coi soldi della Croce Rossa e manodopera offerta dalla provincia di Trento

IL GRANDE BLUFF DELLE CASE AI TERREMOTATI



Non bisogna credere a quello che dice Berlusconi e alla propaganda di governo: le 94 casette di legno che ospiteranno circa duecento persone sono state realizzate con i soldi della Croce Rossa, mentre la costruzione è stata effettuata grazie alla manodopera dei volontari dalla provincia autonoma di Trento. Ad agosto il Grande Impostore giurò solennemente che il primo appartamento sarebbe stato consegnato il 4 settembre, ma le case del governo devono a tutt’oggi ancora arrivare, e i tempi per la consegna non sono stati rispettati!

E’ ora che tutti capiscano che il regime mediatico-affaristico del presidente del Consiglio si regge soprattutto grazie all’intontimento dell’audience, attuato attraverso intrattenimento becero e cinegiornali di gossip, propaganda e falsità.

Da ageman, Lunedì, 21 Settembre 2009 21:35 Commenti(0), Leggi tutto
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Obama agli studenti: "Studiate perché sarà l'educazione a decidere il futuro degli Usa"

Obama agli studenti: "Studiate perché sarà l'educazione a decidere il futuro degli Usa"
Leggete libri, fate tutti i compiti e impegnatevi a scuola con tenacia. Per essere ricchi e famosi, non basta cantare una canzone o partecipare a un reality show, come vi fa credere la tv. E' nello studio la chiave del successo, quello vostro e del nostro paese. Solo così potrete diventare i nuovi Steve Jobs, il fondatore della Apple, o le prossime JK Rowling, l'autrice di Harry Potter. Barack Obama si è rivolto così agli studenti della Wakefield High School, ad Arlington in Virginia, vicino Washington nel suo discorso di diciotto minuti trasmesso in tutti gli States, in occasione del primo giorno di scuola.
Un messaggio fortemente criticato dalla destra che da giorni accusa Obama di voler indottrinare politicamente i bambini d'America, ma che ha avuto invece l'appoggio di Laura Bush: "Il presidente - ha detto l'ex First Lady - ha tutto il diritto di parlare agli studenti per incoraggiarli allo studio". Al di là delle polemiche, Obama ha ribadito che la formazione è cruciale nel futuro di ogni americano e pertanto degli Stati Uniti: "Abbiamo bisogno che facciate crescere i vostri talenti e le vostre capacità. Solo in questo modo potremo risolvere la maggior parte dei nostri problemi. Se voi mollate la scuola, non solo rinunciate a voi stessi, ma finirete con l'abbandonare anche le prospettive del vostro paese".
Quella che propone Obama è una vera sfida di carattere culturale, in forte opposizione con il modello dominante del successo facile promosso dai media: "So che qualche volta, guardando la tv, potreste pensare che si può diventare ricchi e famosi senza lavorare, che basta giocare bene a basket, cantare una canzone o partecipare a un reality". Ma la realtà indica che ci vuole tenacia: "Gli editori hanno rifiutato per dodici volte i libri di Harry Potter, prima di pubblicarli e lo stesso Michael Jordan, venne scartato dalla squadra di basket del suo liceo, e ha sbagliato migliaia di tiri prima di diventare una star".
E qui Obama cita come esempi se stesso e la moglie Michelle: "Quando abitavo in Indonesia e non avevo i soldi per andare in una scuola americana, mia madre mi svegliava alle 4,30 per farmi studiare e anche grazie a lei sono andato avanti. Lo stesso vale anche per mia moglie. Nessuno nella sua famiglia si era laureato, eppure ha lavorato sodo ed è riuscita ad andare nelle migliori scuole del paese". "La storia d'America - ha concluso - è stata fatta da chi non si è arreso di fronte alle prime difficoltà: è la storia di studenti come voi, che 250 anni fa fecero la rivoluzione e fondarono la nostra nazione, 75 anni fa sconfissero la grande depressione e vinsero una guerra mondiale, che più tardi si batterono per i diritti civili e mandarono un uomo sulla luna, studenti come voi venti anni fa fondarono Google, Twitter e Facebook e cambiarono il modo con cui noi comunichiamo tra di noi. Ora mi chiedo e vi chiedo quale sarà il vostro contributo alla storia, cosa dirà tra 50 o 100 anni, il presidente che verrà qui a raccontare cosa avete fatto voi per il nostro paese..."

Da ageman, Mercoledì, 09 Settembre 2009 09:52 Commenti(0), Leggi tutto
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Le dieci domande di Bossi a Berlusconi


Origine: www.youtube.com
Nel 1998 "La Padania" rivolgeva dieci domande a Berlusconi. Eccole: http://www.beppegrillo.it/documenti/lapadania_10domande.pdf - Tutti i libri e i DVD di beppegrillo.it sono disponibili su http://grillorama.beppegrillo.it/

Da ageman, Domenica, 30 Agosto 2009 21:52 Commenti(0), Leggi tutto
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Ecco i crediti formativi: asso nella manica degli studenti.


Sono 25 su 100 i punti che si possono ottenere con crediti formativi nelle scuole superiori in vista della maturità. Una materia complessa, lasciata per molti aspetti all'autonomia delle scuole e disciplinata dalla riforma degli esami di Stato del 1997 (legge n. 425) e dal decreto del 2007, firmato dall'allora ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni, ripreso dall'ordinanza del ministro Gelmini lo scorso aprile.Quando si attribuisce il credito - Durante il triennio delle scuole superiori, in ogni scrutino finale, il consiglio di classe assegna dei punti a ogni studente. Questi punti, concorrono, nell'ultimo anno, a determinare il credito finale, non superiore comunque ai 25 punti, con cui si accede all'esame di maturità. Il credito è assegnato anno per anno in base alla media dei voti conseguiti, e nell'ambito delle bande di oscillazione stabilite dal decreto firmato da Fioroni nel 2007. Per arrivare a determinare il punteggio finale della maturità, si sommano i crediti formativi (max 25), l'orale (max 30) e le tre prove scritte (max 15 punti per ciascuna).Punti assegnatui in base alla media dei voti - Sotto la media del sei non si assegnano crediti, ma si riceve o il debito (che va superato entro la fine dell'anno scolastico) o si viene bocciati.
Media del 6 - 3 o 4 punti per i primi due anni, da 4 a 5 punti per l'ultimo
Media dal 6 al 7 - 4 o 5 punti nelle prime due classi del triennio, fino a 6 nell'ultima
Media dal 7 all'8 - 5 o 6 punti per i primi due anni, fino a 7 nell'ultimo
Media superiore all'8 - da 6 a 8 punti in quarta e quinta superiore, fino a 9 nell'ultimo anno.Come si calcola la religione - I docenti di religione partecipano "a pieno titolo", si legge nel decreto, alle decisioni del consiglio di classe sull'attribuzione del credito agli alunni che seguono l'insegnamento. "Il loro giudizio concorre a determinare la media scolastica, sulla base della quale vengono assegnati i crediti".Chi non frequenta l'ora di religione - Può ricevere crediti in base alla frequenza di un'attività alternativa, ivi compreso lo studio individuale, purché certificato e valutato dalla scuola. Se un alunno non svolge attività alternative, per esempio è autorizzato ad uscire prima della fine delle lezioni, la sua media verrà calcolata senza "l'ausilio" della religione.Attività extrascolastiche - Il consiglio di classe può integrare i punti, senza superare il tetto di 25, in base ad attività sportive, di volontariato, corsi di lingue, frequentate fuori dall'orario scolastico, come previsto dalla riforma del 1997.12 agosto 2009Redazione Tiscali

Da ageman, Mercoledì, 12 Agosto 2009 23:01 Commenti(0), Leggi tutto
 
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